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Ottimismo o pessimismo?

martedì, 07 aprile 2009

La stampa ha inasprito la crisi del credito. Da mesi martella gli italiani descrivendone per filo e per segno i risvolti.
Possibile che si debba sempre parlare di cose brutte? Perche’ non prendere in prestito un po’ dell’ottimismo del Premier e ascoltare i suoi consigli?

Alla presentazione del nuovo libro di Vespa, “Viaggio in un’Italia diversa”, Berlusconi lancia un appello: consumatori e cittadini hanno il potere di porre fine all’ecatombe finanziaria e allora che la smettano di prestare ascolto ai media e facciano un po’ di shopping therapy; che c’e di meglio di usare quelle rilucenti carte di plastica nei loro negozi preferiti? Spendere fa bene allo spirito e all’economia.

Viene da chiedersi in quale paese vivono i politici, sicuramente in un’Italia diversa da quella dove abitiamo noi, cittadini e consumatori che da mesi facciamo fatica ad arrivare alla fine del mese. Soprattutto, viene da chiedersi se sono a conoscenza dei nostri problemi e di quelli dell’economia nazionale e mondiale. Sembra di avere a che fare con i replicanti di Maria Antonietta che quando le fu detto che la popolazione di Parigi era inferocita perche’ non aveva pane suggeri’ che piuttosto mangiassero dolci.

L’ottimismo di Berlusconi e’ completamente ingiustificato.
Secondo l’ISTAT, dal terzo al quarto trimestre del 2008, la produzione industriale italiana e’ scesa del 7,5%. Nello stesso periodo, il PIL e’ calato del 2,6% rispetto all’ultimo trimestre del 2007 e dell'1,8% rispetto a quello precedente. Si tratta delle contrazioni maggiori dal 1980, cioè dall'inizio delle serie storiche dell'Istat comparabili.
L’Italia non se la passa per nulla meglio del resto d’Europa. E’ infatti tra i paesi dove si e’ registrata la maggiore contrazione della ricchezza con un calo nel 2008 del 2,8%. Il futuro, poi, non e’ certo roseo, le previsioni per il 2009 sono per una crescita negativa del 3%.

Tremonti queste verita’ le sa’ bene e da qualche tempo ha iniziato a metterci in guardia sulla serieta’ della crisi. Sembra anacronistico ma i due personaggi di punta del nostro governo, il premier ed il ministro delle finanze ci lanciano messaggi opposti. A chi credere? Ed ecco che senza accorgercene abbiamo messo il dito nella piaga della recessione: nessuno dice la verita’ perche’ nessuno la conosce. I politici si muovono a tentoni, e quando affermano che la situazione e’ sotto controllo mentono.

Ne’ ottimismo ne’ pessimismo, l’unica formula vincente e’ l’obbiettivita’. La crisi c’e’ e sara’ lunga, e’ una crisi sistemica, non congiunturale, ha quindi bisogno di riforme strutturali. Prima o poi anche i politici se ne accorgeranno. Nel frattempo gettate nel cestino le carte di credito e tirate la cinghia.
 
Crolla la produzione industriale a dicembre. Il dato grezzo, segnala l'Istat, ha segnato un calo tendenziale del 12,2% che si amplia al 14,3% se corretto per i giorni lavorativi. Si tratta del dato peggiore da gennaio 1991. Su base mensile la riduzione è pari al 2,5 per cento. L'intero 2008 ha chiuso con un calo della produzione pari al 4,3% rispetto al 2007.


Loretta Napoleoni
(tratto da l'UNITA')


 

 

Pubblicato il 7/4/2009 alle 11.24 nella rubrica Economia.

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