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“Confiscopolis, facciamo pagare la crisi alle mafie”


Comunicato stampa
Bruxelles, 27 novembre 2009


“Confiscopolis, facciamo pagare la crisi alle mafie”

Il primo dicembre si discuterà il Programma di Stoccolma: FLARE e Libera al Consiglio d’Europa per chiedere l’inclusione a livello europeo della confisca e del riutilizzo sociale

Il 30 novembre e il primo dicembre si riunirà a Bruxelles il Consiglio Europeo dei Ministri di Giustizia e dell’Interno. L’incontro sarà incentrato sulla discussione del Programma di Stoccolma a cui parteciperanno i ministri dell’interno e della giustizia di 27 paesi membri dell’Unione Europea. Una parte della discussione verterà sulle pratiche da attuare nei prossimi 5 anni per il contrasto alla criminalità organizzata.

FLARE, il primo network europeo di associazioni della società civile per il contrasto sociale alla criminalità organizzata, e Libera intendono monitorare la due giorni di discussione presidiando con azioni simboliche l’ingresso del Consiglio dell’Unione Europea a Bruxelles. FLARE e Libera faranno pressione affinché il meeting includa il modello di “confisca e riutilizzo sociale” all’interno del Programma di Stoccolma.


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Il 15 percento


La visita del Presidente Obama in Cina ha confermato che ormai Pechino sa e puo’ dire di no a Washington. Per nascondere l’imbarazzo, l’amministrazione americana e la stampa internazionale hanno ripreso a recitare il mantra dell’inquinamento: la Cina ignora le esortazioni degli scienziati e dei paesi industrializzati affinche’ riduca il suo consumo energetico.
“Nulla di piu’ falso,” afferma un analista della City di Londra. “Si tratta dell’ennesima leggenda metropolitana dura a morire”. Che pero’ a ridosso dell’incontro di Copenhagen molti continuano a credere veritiera.

 Pechino ha una sua strategia per sostituire nel breve periodo la produzione energetica degli idrocarburi con fonti rinnovabili e si chiama delocalizzazione. Non si puo’ certamente dire altrettanto dell’amministrazione Obama che invece mantiene un atteggiamento di profonda ambiguita’ rispetto a queste tematiche.
Da qualche tempo il partito comunista incoraggia provincie e regioni a riconvertire l’energia al punto che ormai i progetti ecologici vengono visti come tappe essenziali nello sviluppo economico.
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Intervista su Arcoiris tv


Ripubblico un'intervista che mi è stata fatta da Angelo Bocato di Arcoiris tv, in occasione del festival di Internazionale a Ferrara, il 4 ottobre 2009.

Un saluto,

Loretta Napoleoni



Indice degli argomenti trattati: 
- L’impotenza politica delle azioni dei governi occidentali davanti alla crisi economica e l'inefficacia dei numerosi summit internazionali
- I sistemi criminali, di fronte alla reticenza delle banche a effettuare prestiti alle piccole e medi imprese, si avvantaggiano della crisi facendo iniezioni di liquidità che consente loro di riciclare il denaro.
- La Cina si sta configurando come la nuova superpotenza che probabilmente è destinata nel prossimo decennio a sorpassare gli USA, il che non è necessariamente un fatto negativo, può rappresentare un nuovo modello a cui ispirarsi, anche se è necessario reimpostare una serie di cose. 
- Gli sconvogimenti climatici e la necessità di energie alternative da legare al nostro modello economico.


Per visitare la pagina di Arcoris tv:
http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Flash&d_op=getit&id=12274




6 miliardi e 700 milioni di dollari


La debolezza del dollaro potrebbe inceppare il funzionamento del sistema monetario internazionale e questa settimana due episodi ci mettono in guardia sulle probabili conseguenze disastrose causate dall’erosione della centralita’ del dollaro nel mercato globalizzato: l’eccesivo indebitamento in dollari e l’aumento delle riserve aurifere delle economie emergenti.

Martedi’ scorso sulle pagine del Financial Times, Nouriel Rubini, tra i pochi economisti che hanno correttamente predetto la crisi del credito, ha denunciato il carry-trade del dollaro e della sterlina. Gli operatori di mercato si stanno indebitando a breve in queste monete, perche’ deboli e perche’ i tassi d’interesse sono vicinissimi allo zero. Lo fanno per poi investire a lungo termine in quelle forti, quali l’euro e il franco svizzero, dove i tassi sono superiori. E’ questo uno dei tanti espedienti che la finanza globalizzata usa per fare soldi dal nulla, si guadagna grazie ai differenziali dei cambi e dei tassi d’interesse; una prassi, va aggiunto, totalmente legittima. Eppure tutti sanno che a causare la bancarotta dell’Islanda non sono stati i mutui subprime ma il carry-trade dello yen.
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Afganistan, elezioni e rischio narcostato


Questo è un saggio letto oggi su Radio Svizzera

ABSTRACT: Alla vigilia del secondo round delle elezioni a Kabul, Abdhulla-Abdhulla che contendeva la presidenza a Karzai, ha gettato la spugna. (...) C’e’ quindi da aspettarsi il peggio se a capo di questa sfortunata nazione rimane lo stesso presidente che negli ultimi 5 anni ha lasciato che scivolasse lungo la china del narco-stato. (...) L’Afganistan potrebbe diventare un narco-stato. (...) Le Nazioni Unite temono che ormai i profitti del narcotraffico siano diventati piu’ importanti dell’ideologia e questo spiegherebbe la dilagante corruzione in atto nel paese. Come e’ avvenuto in Colombia negli anni ’80, il cartello dell’oppio compra i politici e cosi’ facendo consolida il controllo sul territorio nazionale. (...) Paradossalmente, la guerra facilita la narcotizzazione dell’Afganistan perche’ impedisce al governo legittimo di istaurare la propria autorita’ (...). I narco-Talebani sono dunque il frutto di un’alleanza bizzarra tra terrore e droga che ha a disposizione risorse sufficienti per prolungare questa guerra oltre i limiti accettabili da noi occidentali.

[Nella foto Hamid Kazai]



Afganistan, elezioni e rischio narcostato

di Loretta Napoleoni


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Chi sono

Mi chiamo Loretta Napoleoni e ho deciso di aprire un blog per condividere i miei articoli e le mie opinioni con la rete.

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