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Cosa manca all'informazione italiana?


Posto un'intervista in video che mi è stata fatta da Terre di mezzo-street magazine.

 

Cosa manca all'informazione italiana? Mi è stato chiesto. Credo che manchi soprattutto una prospettiva più internazionale. Si è parlato, per esempio, dei recenti attentati di Mumbai come qualcosa di nuovo e inaspettato. Ma al contrario la vicenda va letta in un quadro complesso di vicende che riguardano almeno l'ultimo anno. Lo stesso si può dire per la crisi economica che è arrivata prendendo tutti alla sprovvista. Eppure c'erano da tempo dei segnali che avrebbero dovuto essere letti ed evidenziati. Insomma, è necessario allargare i nostri orizzonti di analisi e smetterla di badare soltanto all'interno di casa nostra per cercare di vederci in una prospettiva globale e mondiale.


Auguro buone feste a tutti! A presto.

Loretta

 



Contro la crisi non contiamo su Obama



Economia, politica estera e terrorismo. Fattori che si intrecciano tra loro spostando carri armati, uomini, soldi e rimpallando crac da una borsa all'altra. Con uno sguardo agli effetti che può avere l'elezione di Barack Obama. All'intreccio è sensibile Loretta Napoleoni, economista esperta di terrorismo isalmico, nelle librerie con Economia canaglia. Il lato oscuro del nuovo ordine mondiale e I numeri del terrore, scritto con Roland J. Bee, entrambi editi dal saggiatore.

Cosa ci dobbiamo aspettare da Obama e dal suo segretario di Stato, Hilary Clinton?
Poco. Per molti è il salvatore degli Usa e del mondo. Ma il problema sta nella classe dirigente che l'ha preceduto. Uno su tutti Bush jr. Ma pure la Clinton, Biden, Rubin, Summers, Greenspan che provengono dalla deregulation degli anni '90, un sistema che ha già dimostrato di non funzionare.

Poca speranza dunque...
Non ci sono più soldi, Né per il ritorno al multilateralismo, né per Iraq e Afganistan. Né pewr combattere il terrorismo. Nei prossimi mesi, Obama chiederà aiuto all'Europa. Che non potrà nulla: nel 2009 la crisi sarà più palpabile. E perché il Congresso americano dovrebbe approvare un piano per salvare l'Afganistan, con un debito pubblico di 10 mila miliardi di dollari e la classe media al collasso?

Gli spettri del '29 e dell'isolazionsimo sono dunque sempre lì?
Il crollo delle Borse odierno è il frutto di una bolla. Proprio come un'ottantina di anni fa, seppure provocato allora dall'economia reale. Il New Deal di Rooswelt funzionò. Ma con l'isolazionismo.


M.S.

[Tratto dal Corriere Magazine del'11 dicembre 2008]



Attentati in India - Capire le cause


Una riflessione dopo gli attentati terroristici di Mumbai
 
Perché non ci si interroga sulle cause del terrorismo? Dopo i recenti attacchi a Mumbai che hanno provocato 183 vittime e centinaia di feriti, l'India ha accusato il Pakistan di essere coinvolta negli attentati, il Pakistan nega e propone di collaborare nell'inchiesta, ma nessun governo o altra entità internazionale, come in passato, si chiede perché sia successo e quali potrebbero essere le reali motivazioni. Abbiamo chiesto un'analisi all'economista Loretta Napoleoni, esperta di finanza e di terrorismo internazionale (ha pubblicato numerosi libri in materia) e collaboratrice di varie riviste italiane ed europee.


Quali sono, a suo avviso, i reali mandanti e obiettivi degli attentati?
"Io sono convinta che il governo pakistano non c'entri in questa storia. Perché sarebbe una grossa contraddizione. Primo perché negli ultimi mesi c'è stata una grossa politica di riavvicinamento con l'India. Secondo perché il Pakistan è in bancarotta e ha bisogno di tutti gli aiuti possibili e inimmaginabili. E tra le possibilità di aiuti economici c'è anche quella che l'India gli faccia dei prestiti. Poi c'è la tesi che sia stato Al Qaeda, cioè che ci sia un elemento di ispirazione jihadista. Questo secondo me è molto plausibile. Credo che l'elemento jihadista sia legato ad un ritorno dell'insurrezione armata in India. Quindi non è un fenomeno isolato ed hanno alzato un po' il tiro, perché sicuramente questo è il primo attacco fatto contro un obiettivo internazionale. È come una escalation dell'attività legata al ritorno della lotta armata in India nell'ultimo anno".

Per questo hanno colpito anche il centro degli ebrei ortodossi a Mumbai?
"Certo. Non dimentichiamo che dopo l'11 settembre ci fu l'attacco a Casablanca contro gli ebrei. In quella zona c'è una grossa presenza ebrea, perché l'India li ha ospitati nei secoli. È la concomitanza che mi fa riflettere: a Mumbai c'era la possibilità di colpire gli ebrei e lo hanno fatto. Però è stato uno degli obiettivi. Non era un attentato anti-Israele e basta".


continua

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Chi sono

Mi chiamo Loretta Napoleoni e ho deciso di aprire un blog per condividere i miei articoli e le mie opinioni con la rete.

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