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La Triste Storia del Capitalismo Contemporaneo


Di seguito alcuni stralci di un più lungo e articolato pezzo uscito su l'Unità.


L'annus horribilis di Wall Street, il 2008, si chiude con l'ennesimo record negativo, Bernard Madoff, ex presidente del Nasdaq e proprietario di una grossa casa di brokeraggio a New York, rivela di aver orchestrato una frode di 50 miliardi di dollari. Da anni la sua societa', dove banche illustri e personaggi famosi investono i propri capitali, e' in perdita, ma nessuno se n'e' accorto, anzi tutti pensano il contrario, che Madoff sia un moderno re Mida, che tutto cio' che tocca diventi oro. Sono i figli del finanziere, stanchi di coprire le truffe del padre, a denunciarlo alle autorita'. Cosi il mondo scopre che uno dei pilastri di Wall Street e' un delinquente finanziario, un finanziere canaglia globalizzato, con tentacoli in tutti i paesi.

 Lo scandalo che a dicembre scuote tutte le piazze affari e' un po' lo specchio del cataclisma che nel 2008 si abbatte sulla finanza globale; mette in risalto alcune anomalie del capitalismo finanziario: un sistema che truffa o sfrutta se stesso e dove la crescita economica e' illusoria, perche' legata a bolle finanziarie costruite sull'ingenuita' di chi le gonfia. Da anni la societa' di Madoff utilizza i capitali dei nuovi clienti per pagare le commissioni alla clientela. Miliardi e miliardi di dollari scompaiono in questo modo. Paradossalmente, le commissioni spingono i clienti a raccomandare Madoff ad amici e parenti.

[...] Come e' potuta avvenire la metamorfosi del capitalismo canaglia? La risposta piu' ovvia, ma anche piu' semplicista, che leggiamo sui giornali e' che il sistema di controllo finanziario non funziona. [...] Nessuno si e' accorto della frode, ne' gli operatori di mercato ne' i contabili o i revisori. Possibile che nessuno si sia preso la bega di verificare l'origine di tutti quei guadagni? [...] Qualcuno avanza l'ipotesi di collusione, e le autorita' decidono di investigare anche su questo.

E se la risposta fosse un'altra? Completamente diversa? Alla base dello scandalo di Madoff e della crisi del credito non c'e' un sistema di controllo inefficiente, ne' la collusione criminale, ma  qualcosa di peggio: l'illusione che la finanza globalizzata, proprio perche' ha distrutto tutti i rivali, sia un meccanismo perfetto. E' questa certezza che porta gli operatori di mercato, i nuovi ricchi e i moderni capitalisti a comportarsi come sempliciotti affidando le proprie fortune a truffatori come Madoff o acquistando mortage backed securities, azioni create dai mutui immobiliari subprime, legate a prestiti che tutti sanno non saranno mai ripagati. Il capitalismo finanziario e' dunque vittima di se stesso, della matrix del mercato, il sistema di illusioni economiche e finanziarie che dalla caduta del muro di Berlino imprigiona gli abitanti del villaggio globale.


continua


PAROLE, NIENTE FATTI CONCRETI


Solo parole e niente fatti concreti, questo il messaggio emerso dall’incontro del G20 che si è tenuto ieri a Washington. L’economia del villaggio globale si sgretola sotto i nostri occhi, l’America di Bush chiede aiuto al mondo perchè il G7 non è più in grado di gestirne l’economia, ma siamo ancora molto lontani dalla formulazione di un nuovo modello. Niente Bretton Woods per ora. Incertezza, confusione e mancanza d’idee caratterizzano i piani di salvataggio dei magnifici sette della globalizzazione. La polemica verte su come ristrutturare il libero mercato, che ha prodotto la catastrofe finanziaria. Il Regno Unito snobba la proposta francese, reputata ‘eccessiva’ in materia di regolamentazione finanziaria, si teme insomma l’abbandono dei principi del libero mercato. Anche l’America di Bush, non vede di buon occhio il controllo dei mercati e teme il ritorno del protezionismo. Sullo sfondo la crisi incalza, un uragano che settimana dopo settimana guadagna forza: l’economia europea è ufficialmente in recessione, quella americana segue a ruota e si trova a dover fronteggiare il crollo della produzione industriale. Soltanto il salvataggio della General Motor farà gravitare il Tarp (il piano di salvataggio americano) di 200 miliardi di dollari. Non resta che chiedere aiuto a quei Paesi fino ad ora considerati i fanalini di coda dell’economia mondiale.

Il G20 nasce all’indomani della crisi dei mercati asiatici, alla fine degli anni ’90, vi fanno parte i paesi del G7 e 13 economie emergenti, i parenti poveri, “quelli che agli incontri del G7 erano ammessi solo nell’intervallo del caffè’”, precisa il ministro delle finanze brasiliano, Guido Mantega.
L’incontro di Washington ci fa capire che questa situazione non si ripeterà, nei prossimi anni saranno proprio le nazioni in via di sviluppo a sostenere l’economia mondiale. Queste, infatti, le previsioni del Fondo Monetario.
È quindi arrivato il momento di rimpiazzare il G7 con il G20.


continua

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Mi chiamo Loretta Napoleoni e ho deciso di aprire un blog per condividere i miei articoli e le mie opinioni con la rete.

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