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Ballando sul Titanic


La minaccia climatica è come un iceberg: sarà la parte nascosta a farci affondare


Il surriscaldamento del pianeta somiglia sempre più alla tragedia dell'"inaffondabile" Titanic: sulle poche scialuppe di salvataggio disponibili salirono solo i ricchi mentre i poveri annegarono.
Anche nei confronti del disastro ecologico che incombe sul pianeta ci si potrebbe difendere con una pianificazione globale, eppure Stati Uniti ed Europa (responsabili dei due terzi delle emissioni di anidride carbonica che inquinano l'atmosfera) mantengono un atteggiamento ambiguo. Washington non ha firmato il trattato di Kyoto – negando che esista una minaccia climatica causata dall'uomo – e l'Unione europea vieta la vendita all'Africa di semi geneticamente modificati che hanno meno bisogno d'acqua. Questo perché Bruxelles vuole proteggere gli agricoltori europei dalla concorrenza dei prodotti africani. I paesi ricchi pianificano, ma lo fanno solo per se stessi; investono in fonti energetiche alternative e in nuove tecnologie solo per proteggere la loro agricoltura. Come sul Titanic, ai ricchi non interessa il destino dei poveri. Ogni anno i paesi ricchi investono 40 milioni di dollari per aiutare i paesi poveri ad "adattarsi" ai cambiamenti climatici. Eppure a subire il maggior impatto del cambiamento climatico causato dall'industrializzazione delle nazioni ricche saranno proprio le nazioni povere. È questo il messaggio lanciato il 6 aprile dal Gruppo intergovernativo per i cambiamenti climatici delle Nazioni Unite (Ipcc). Ecco i punti salienti del suo rapporto.
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Mi chiamo Loretta Napoleoni e ho deciso di aprire un blog per condividere i miei articoli e le mie opinioni con la rete.

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