.
Annunci online

abbonamento

G20 e G8 devono rinnovarsi tanto quanto la fifa


Non succede spesso che il G20 ed il G8 avvengano allo stesso tempo ed ancora più raro è che l’incontro si svolga mentre si giocano i mondiali di calcio. Viene spontaneo chiedersi se questo fine settimana i partecipanti hanno guardato qualche partita insieme, tifando per le squadre nazionali. Obama, Cameroon, la Merkel e Lula con gli occhi fissi al video che sorseggiano una birra ghiacciata? Perche no? La febbre del football è contagiosa. E viene spontaneo anche chiedersi per chi tifano Berlusconi e Sarkozy, leader delle due grandi espulse di questo mondiale: Italia e Francia. Sicuramente non per la Germania; ma è probabile che le loro preferenze non siano andate neppure agli Stati Uniti, che al G20 ed al G8 hanno continuato a comportarsi da “supercampioni” quando invece non lo sono più. I mondiali di calcio in Sud Africa sembrano tanto imprevedibili quanto l’economia globalizzata argomento dell’incontro delle venti nazioni più importanti al mondo in Canada; persino la frustrazione dei leader politici è simile a quella degli allenatori. Questo fine settimana, gli occhi di tutta l’Inghilterra sono puntati su Capello e Cameroon che sanno bene che basterebbe un piccolo passo sbagliato per far piovere le critiche, far rimpiangere la loro scelta e veder precipitare la propria popolarità. Il G20 ed il G8, poi, hanno molto in comune con la Fifa, un’organizzazione che ha bisogno di rinnovarsi, di modernizzarsi ma che continua a funzionare come se il tempo si fosse fermato agli anni Settanta. Ecco perchè nessuna di queste istituzioni riesce a controbattere alle critiche ed alle accuse che piovono un po’ da tutte le parti. Il parallelo tra il mondo del calcio e quello dell’economia globalizzata non finisce qui. I giocatori francesi che entrano in sciopero e rifiutano di allenarsi ci fa pensare alla disputa di Pomigliano ed a quella nel Guandong, in Cina, classe operaia e sportivi domandano giustizia; gli arbitri che espellono calciatori senza nessun cartellino giallo o rosso, poi, fanno venire in mente la proposta di abolire l’articolo 41 della costituzione italiana per accomodare i capricci di Marchionne. In Sud Africa come in Canada assistiamo alla rivincita delle economie emergenti nei confronti dei paesi ricchi. Squadre composte da calciatori e allenatori miliardari perdono contro sportivi che giocano per passione, gente per la quale i mondiali sono sinonimo delle olimpiadi del calcio. Così il Ghana e la Slovacchia passano le eliminatorie mentre i ricchissimi campioni del mondo italiani se ne tornano a casa. Dall’altra parte del mondo, in Canada, India, Cina e Brasile fanno valere le loro opinioni forti della migliore performance durante la recessione. Il mondo cambia e sembra proprio che anche il calcio si adegui a questi cambiamenti!


Loretta Napoleoni

[Tratto da il caffè - settimanale della domenica]




La svizzera mercato sicuro nei Mondiali della Finanza


Al primo girone dei mondiali di calcio, la Svizzera ha battuto la Spagna tra lo sbigottimento dei tifosi spagnoli, ma anche quelli greci sarebbero rimasti a bocca aperta se avessero conosciuto le statistiche ufficiali che registrano i movimenti di capitali del loro paese. Beneficiaria della crisi sovrana greca è infatti la Svizzera, è nei forzieri delle sue banche che da un paio di mesi arrivano grosse somme prima investite in Grecia o nel debito greco. A disinvestire sono naturalmente greci e stranieri. Ma la reticenza ad acquistare il debito sovrano non si limita solo ai paesi che come la Grecia si trovano in bilico tra solvibilità e bancarotta, piuttosto sembra dilagare un po’ dovunque nell’area dell’euro. Dalla Francia all’Italia, dalla Spagna al Portogallo, la Svizzera diventa per ricchi e meno ricchi l’unico mercato sicuro dove parcheggiare la ricchezza.

Parliamo principalmente di denaro contante. Pochi infatti sono disposti ad acquistare azioni ed obbligazioni di qualsiasi genere e l’oro e’ ormai arrivato a livelli proibitivi, anche se l’International Herald Tribune questa settimana  riporta un aneddoto singolare: all’aeroporto di Dubai c’è un chiosco che vende lingotti d’oro. Pare che davanti ci sia sempre una fila lunghissima di viaggiatori desiderosi di portarsene qualcuno a casa. Che la Svizzera diventasse un rifugio finanziario durante questa crisi lo sapevamo tutti. Già da un anno la domanda mondiale di franchi si è impennata al punto da costringere la banca centrale ad intervenire sul mercato aperto vendendo moneta nazionale onde evitare una rivalutazione che sarebbe stata deleteria per le esportazioni del paese. Pochi però si aspettavano che la corsa al Franco diventasse una maratona mondiale.  

Mentre in Europa, dunque, imperversa la lotta contro debito pubblico e deficit di bilancio e mentre i governi dell’Unione Europea si arrabattano producendo piani di austerità difficilmente realizzabili per covincere i mercati a continuare a prestargli i soldi necessari per servire il debito, Berna raccoglie i frutti di una politica saggia, che solo un anno fa era considerata eccessivamente conservatrice. Il giro di vite imposto alla proprei banche all’indomani della crisi  del credito sembra essere servito a qualcosa.

Le prime a guadagnarci sono proprio le banche. E dato che tutti i trasferimenti di capitali avvengono alla luce del sole, i politici europei hanno smesso di accusare la Svizzera di proteggere gli evasori o di essere un paradiso fiscale. L’ultimo calcolo del Boston Consultancy Group, una think tank americama che stima a 7 miliardi di dollari il valore del denaro straniero che usfruisce dello status di paradiso fiscale svizzero non ha suscitato alcun scalpore. Berna ha persino accettato di fornire all’Irs americana, l’ufficio delle tasse, i tabulati dei clienti statunitesi.

Gli investitori leggittimi più agguerriti hanno iniziato a convertire i loro conti in euro in franchi svizzeri. Ed anche se il tasso d’interesse è minimo rispetto a quello delle obbligazioni europee ed a volte non copre neppure quello dell’inflazione la protezione che le banche svizzere offrono rispetto a quelle dell’Unione Europea più che compensa queste perdite: niente rischio di cambio e d’insolvenza, ecco la formula vincente della repubblica elvetica. Così nei prossimi giorni la presentazione dei bilanci dei giganti Credit Suisse e Ubs potrebbe riservare una piacevole sorpresa per gli svizzeri. Un buon bilancio dunque.


Loretta Napoleoni

[tratto da il Caffè del 20.06.10]






al Qaeda e i Mondiali di calcio


<<Ricordate, meno più di due mesi fa, la minaccia di al Qaeda contro Usa, Inghilterra, Francia, Germania e Italia?
Beh, a giudicare dallo spiegamento di forze di polizia intorno allo stadio e agli elicotteri (io ne ho contati tre) che sorvolano Green Point, direi che i sudafricani non sembrano troppo tranquilli nemmeno questa sera.

Però, poco prima della partenza, ho avuto modo di chiedere a Loretta Napoleoni (servono presentazioni?) cosa ne pensasse e la sua risposta (per fortuna, visto che sto per prendere posto in tribuna) è, tutto  sommato, rassicurante:

"Il problema della sicurezza ai Mondiali di calcio è reale. Da più di tre anni, organizzazioni internazionali, inclusa l’Unione Europea, cooperano con il governo del Sudafrica per prevenire attacchi terroristi. Gli Stati che partecipano ai Mondiali hanno stanziato milioni e  milioni di euro  per assicurare che giocatori e tifosi possano godersi in pace quest’evento. Per i gruppi armati che gravitano nella nebulosa di al Qaeda, penetrare questa cortina protettiva è difficilissimo, più facile è farlo con le parole. Minacciare un attacco è semplice, basta avere l’assistenza dei media internazionali. Ma l’esperienza insegna che quelli che vanno in porto non vengono mai annunciati. Più che pericolo nelle minaccie di al Qaeda contro i tifosi di calcio, vedo l’ennesimo segno di debolezza. Il mio consiglio: non lasciatevi rovinare i mondiali da Osama bin Laden ma occhio ai borseggiatori!">>.

Tratto da un articolo di Stefano Piazza, Gazzetta dello sport, venerdì 18 giugno.



sfoglia giugno       
Chi sono

Mi chiamo Loretta Napoleoni e ho deciso di aprire un blog per condividere i miei articoli e le mie opinioni con la rete.

leggi tutta la biografia
Gli altri libri

Tutti i libri
Prossimi appuntamenti
Archivio


Blog letto1 volte
Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom