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Otto anni di guerra in Afghanistan


Cosa hanno portato otto anni di guerra in Afghanistan? Al Qaida non è indebolita e la democrazia portata dagli occidentali funziona male, è poco credibile. Dunque inviare nuove truppe non serve, va cambiata la strategia. 

QUI  un'intervista rilasciata alla radio tedesca Funkhaus Europa wdr sull'Afghanistan e Al Qaeda. Per ascoltarla basta cliccare in fondo alla pagina.

Un saluto.

Loretta Napoleoni


Afganistan, elezioni e rischio narcostato


Questo è un saggio letto oggi su Radio Svizzera

ABSTRACT: Alla vigilia del secondo round delle elezioni a Kabul, Abdhulla-Abdhulla che contendeva la presidenza a Karzai, ha gettato la spugna. (...) C’e’ quindi da aspettarsi il peggio se a capo di questa sfortunata nazione rimane lo stesso presidente che negli ultimi 5 anni ha lasciato che scivolasse lungo la china del narco-stato. (...) L’Afganistan potrebbe diventare un narco-stato. (...) Le Nazioni Unite temono che ormai i profitti del narcotraffico siano diventati piu’ importanti dell’ideologia e questo spiegherebbe la dilagante corruzione in atto nel paese. Come e’ avvenuto in Colombia negli anni ’80, il cartello dell’oppio compra i politici e cosi’ facendo consolida il controllo sul territorio nazionale. (...) Paradossalmente, la guerra facilita la narcotizzazione dell’Afganistan perche’ impedisce al governo legittimo di istaurare la propria autorita’ (...). I narco-Talebani sono dunque il frutto di un’alleanza bizzarra tra terrore e droga che ha a disposizione risorse sufficienti per prolungare questa guerra oltre i limiti accettabili da noi occidentali.

[Nella foto Hamid Kazai]



Afganistan, elezioni e rischio narcostato

di Loretta Napoleoni


continua



Obama, Israele e Gaza


Da 18 mesi gli israeliani preparavano l'offensiva di terra lanciata contro Gaza due settimane fa’. Lo ha rivelato il generale Avi Benayahou, "I nostri soldati conoscono ogni vicolo in cui si trovano i loro obiettivi. Per un anno e mezzo si sono addestrati in un modello su scala ridotto di Gaza costruito nella base di Tsehilim" nel deserto del Negev, nella fascia meridionale di Israele.

Dopo il fiasco diplomatico dell’invasione del Libano nel 2006, Tel Aviv ha lanciato una campagna di pubbliche relazioni per preparare l’opinione pubblica mondiale all’invasione di Gaza.  Ai governi e ai media l’attacco viene presentato come l’unico modo per distruggere un covo di terroristi con legami internazionali, una spina nel fianco non solo d’Israele ma del mondo intero. Le guerre ormai si combattono anche e soprattutto a colpi di propaganda.

Quanto sappiamo di ciò che veramente succede in questa parte del mondo?
Perché alcuni paesi arabi si sono apertamente schierati contro Hamas? E’ la prima volta dalla creazione di Israele che si verifica una spaccatura del genere sul fronte arabo.
Il motivo è chiaro, Hamas, democraticamente eletto a governare i territori occupati, fa paura a molti regimi arabi. Cosa succede dentro Gaza? E’ vero o falso che lanciamissili e terroristi si nascondono tra la popolazione civile? Questa la giustificazione che Israele dà al mondo dopo aver bombardato una scuola dove sventolava la bandiera delle Nazioni Unite ed ucciso 30 persone. I giornalisti stranieri non possono avvicinarsi al conflitto né entrare a Gaza, le notizie come durante la guerra in Iraq sono tutte filtrate dalla macchina militare israeliana.

Anche le motivazioni di questa guerra sono vaghe e forse false. Ci viene detto che Hamas ha rotto la tregua a novembre, offrendo su un piatto d’argento a Israele il casus belli dell’attacco. Ma quanti di noi sanno che ciò è avvenuto perché il giorno delle elezioni americane le truppe israeliane sono entrate a Gaza ed hanno ucciso 6 militanti di Hamas? I media non se ne sono neppure accorti tanto erano concentrati sull’ascesa di Barak Obama alla Casa Bianca.

Dietro la tragedia di Gaza c’é un mondo che sfugge a noi cittadini del villaggio globale. Il silenzio del nuovo presidente, il veto degli americani al Consiglio di Sicurezza per un immediato cessate il fuoco sembrano avvallare una tesi agghiacciante che circola nei corridoi del potere: Israele vuole distruggere Hamas prima che Obama si insedi alla Casa Bianca per evitare di pronunciarsi pubblicamente sull’aggressione e dargli l’opportunità di negoziare un nuovo ordine politico nella regione. E’ questo un accordo stipulato durante la sua visita a Gerusalemme. Se questo é il cambiamento promesso durante la campagna elettorale allora i palestinesi potrebbero, paradossalmente, rimpiangere l’amministrazione Bush.


Loretta Napoleoni
[tratto da Il Caffé]


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Mi chiamo Loretta Napoleoni e ho deciso di aprire un blog per condividere i miei articoli e le mie opinioni con la rete.

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