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Davos [articolo da il caffè]


Quest’anno i personaggi di spicco a Davos non provengono dal mondo dello spettacolo - come dimenticare agli inizi del 2000 la presenza di Sharon Stone - ne’ dall’alta finanza - un settore che per anni ha dominato la scena di questo villaggio alpino - ma dai luoghi di culto religioso dove negli ultimi 14 mesi la gente ha cercato conforto e protezione dalla crisi economica. A chiudere la tre giorni sull’economia e le sorti del mondo sara’ infatti Rowan Williams, l’arcivescovo di Canterbury. Ed e’ molto probabile che il suo discorso riprendera’ temi gia’ toccati dall’enciclica del Papa, Caritas in Veritatae.
Tema del quarantesimo incontro del World Economic Forum Annual sara’: migliorare le condizioni del mondo: ripensamenti, ristrutturazione e ricostruzione. Titolo sufficientemente vago per farci entrare i sei sottotemi: come rafforzare il sistema di sicurezza sociale, assicurare un’economia sostenibile, rafforzare la sicurezza, creare una struttura di valori etici e costruire istituzioni che funzionano.
A quanto pare ad aiutare gli organizzatori del forum a formulare quale argomento il rapporto tra etica ed economia e’ stata un’indagine condotta su facebook, alla quale hanno partecipato 130.000 iscritti provenienti dai paesi del G20. I risultati erano del tutto prevedibili: soltanto un quarto degli intervistati crede che le grandi multinazionali seguano un codice di comportamento etico negli affari.
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Fiera delle Vanita’ della Globalizzazione


A giorni la festivita’ piu’ attesa dell’era della globalizzazione: il World Economic Forum di Davos. Una passerella da non perdere per chiunque sia qualcuno nel villaggio globale, dai cantanti rock come Bono ai divi di Hollywood, dagli inventori dei motori di ricerca ai banchieri di grido. Durante la guerra fredda, invece, il Forum era tutta un’altra cosa.

La prima volta che ho partecipato al Davos era nel 1981. Ci sono andata in macchina con il mio capo, il direttore della Banca Nazionale d’Ungheria. Siamo partiti da Budapest sotto una tormenta di neve con una Lada blu notte, di quelle autovetture che i russi davano solo ai quadri del partito; abbiamo attraversato il confine con l’Austria e le alpi discutendo ininterrottamente di economia e mercato. Naturalmente viaggiavamo in incognito, non facevamo parte di nessuna delegazione e i nostri nomi non apparivano nella lista dei partecipanti. Eravamo ospiti di alcuni banchieri tedeschi che avevano pagato viaggio e albergo, i nostri stipendi ‘comunisti’ non ci avrebbero mai permesso d’intraprendere quell’avventura. Eppure tutti sapevano chi eravamo. D'altronde i partecipanti erano pochissimi e nel giro di 24 ore li conoscevamo tutti.
Furono tre giorni di freddo gelido e nevicate storiche, ricordo che avevamo sempre le scarpe bagnate e il naso freddo, ma le condizioni climatiche non intaccavano la nostra eccitazione mentre per ore e ore discutevamo di modelli econometrici, formule ed equazioni per convertire il fiorino ungherese nelle monete europee. Mangiavamo roti almeno una volta al giorno e bevevamo birra su tovaglie a scacchi nei piccoli ristoranti di Davos, niente vino né complicati cocktail, spesso ci fermavamo a discutere fino all’alba quando finalmente andavamo a dormire digerendo formule ed equazioni. La nostra missione era di capire se il progetto al quale lavoravamo da almeno un anno era fattibile: se si poteva convertire la moneta di un paese comunista nel mercato monetario capitalista. Era un’impresa che nessuno aveva mai intrapreso, ma eravamo convinti che valeva la pena tentare. Tornammo a casa con una nuova carica di entusiasmo, pile di appunti, biglietti da visita e un calendario d’incontri ufficiali lunghissimo. A ripensarci quel viaggio fu una svolta importante per il processo di avvicinamento dell’economia comunista a quella capitalista, cemento’ rapporti e relazioni che nel 1989, quando il muro di Berlino venne giu’,  giocarono un ruolo importante nella transizione dell’Ungheria verso un’economia di mercato.


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Mi chiamo Loretta Napoleoni e ho deciso di aprire un blog per condividere i miei articoli e le mie opinioni con la rete.

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