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Afganistan, elezioni e rischio narcostato


Questo è un saggio letto oggi su Radio Svizzera

ABSTRACT: Alla vigilia del secondo round delle elezioni a Kabul, Abdhulla-Abdhulla che contendeva la presidenza a Karzai, ha gettato la spugna. (...) C’e’ quindi da aspettarsi il peggio se a capo di questa sfortunata nazione rimane lo stesso presidente che negli ultimi 5 anni ha lasciato che scivolasse lungo la china del narco-stato. (...) L’Afganistan potrebbe diventare un narco-stato. (...) Le Nazioni Unite temono che ormai i profitti del narcotraffico siano diventati piu’ importanti dell’ideologia e questo spiegherebbe la dilagante corruzione in atto nel paese. Come e’ avvenuto in Colombia negli anni ’80, il cartello dell’oppio compra i politici e cosi’ facendo consolida il controllo sul territorio nazionale. (...) Paradossalmente, la guerra facilita la narcotizzazione dell’Afganistan perche’ impedisce al governo legittimo di istaurare la propria autorita’ (...). I narco-Talebani sono dunque il frutto di un’alleanza bizzarra tra terrore e droga che ha a disposizione risorse sufficienti per prolungare questa guerra oltre i limiti accettabili da noi occidentali.

[Nella foto Hamid Kazai]



Afganistan, elezioni e rischio narcostato

di Loretta Napoleoni

Colpo di scena a Kabul, alla vigilia del secondo round delle elezioni Abdhulla-Abdhulla che contendeva la presidenza a Karzai, ha gettato la spugna. I motivi veri naturalmente sono a tutti sconosciuti ma hanno sicuramente a che fare con la dilagante corruzione che caratterizza questo paese. E quello che sembra piu’ assurdo e’ che le potenze internazionali abbiano rieletto a furor di popolo Karzai, i cui collaboratori sono stati accusati di aver riempito le urne di voti falsi a suo favore. C’e’ quindi da aspettarsi il peggio se a capo di questa sfortunata nazione rimane lo stesso presidente che negli ultimi 5 anni ha lasciato che scivolasse lungo la china del narco-stato. Ed e’ bene che gli americani riflettano su questo punto.
Se la guerra in Iraq passera’ alla storia come il conflitto che ha messo in ginocchio la presidenza di Bush, quello in Afganistan potrebbe rivelarsi la buccia di banana di Obama. Ma il nemico del nuovo presidente assomiglia sempre di meno a quello del vecchio; nell’ultimo anno le dinamiche del conflitto afgano hanno infatti assunto aspetti preoccupanti, diversi da quelli Iracheni. Un rapporto presentato all’inizio di settembre al congresso americano mette in guardia che l’Afganistan potrebbe diventare un narco-stato. A dirigere le metamorfosi e’ il cartello dell’oppio, potentissimo, composto da ex signori della guerra e gruppi criminali nati all’indomani dell’invasione del paese, otto anni fa’. Il modello potrebbe quindi essere quello colombiano, dove l’attivita’ terroristica e’ diventata strumentale al business della droga. Cio' spiega perche’ al Qaeda ha perso la sua importanza e, come affermano gli americani, e’ ormai a corto di soldi.
 Le Nazioni Unite temono che ormai i profitti del narcotraffico siano diventati piu’ importanti dell’ideologia e questo spiegherebbe la dilagante corruzione in atto nel paese. Come e’ avvenuto in Colombia negli anni ’80, il cartello dell’oppio compra i politici e cosi’ facendo consolida il controllo sul territorio nazionale. Tra questi spicca la figura del fratello di Karzai. A differenza delle FARC, inglobate in toto nel narcotraffico al punto da diventarne la milizia armata, i Talebani mantengono la propria indipendenza pur essendo strumentali per il consolidamento dei feudi dell’oppio. Paradossalmente, la guerra facilita la narcotizzazione dell’Afganistan perche’ impedisce al governo legittimo di istaurare la propria autorita’, crea insomma le condizioni ideali per inglobare nel narco-traffico gran parte dell’economia e facilita il contrabbando verso l’occidente.
I narco-Talebani sono dunque il frutto di un’alleanza bizzarra tra terrore e droga che ha a disposizione risorse sufficienti per prolungare questa guerra oltre i limiti accettabili da noi occidentali. Ce lo dicono le immagini strappalacrime dell’Italia in lutto per i sei caduti a Kabul, quelle piu’ sobrie dei telegiornali britannici che si interrogano sul perche’ i soldati di sua Maesta’ continuano a morire e quelle dei generali statunitensi che spingono per un potenziamento militare statunitense. E’ questo il pericolo vero: che ci sconfiggano per sfinimento.

 


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Mi chiamo Loretta Napoleoni e ho deciso di aprire un blog per condividere i miei articoli e le mie opinioni con la rete.

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