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China


La  Repubblica Popolare cinese ha da poco compiuto 60 anni. E le celebrazioni si sono svolte in grande pompa.
A differenza di noi occidentali, i cinesi hanno motivo di essere contenti. La crisi del credito li ha appena sfiorati. Il Pil ha subito una flessione, solo nell’ultimo trimestre del 2008, per poi riprendere a crescere a ritmi leggermente minori di quelli del passato.
La contrazione della domanda globale, dunque, non ha portato al crollo dell’economia cinese, come tanti avevano predetto. E questo per una serie di  motivi. E vediamone i piu’ significativi: lo scorso anno il governo ha lanciato un piano di aiuti massiccio, molto simile al New Deal americano degli anni ’30, che ha gonfiato la domanda interna. Pechino ha poi usato le banche per pompare liquidita’ nel settore dell’economia reale. Mentre in occidente, negli ultimi 12 mesi, si verificava una contrazione del credito, in Cina, dunque, e’ successo esattamente il contrario.  
Gli economisti occidentali hanno sbagliato le previsioni perche’ non si sono resi conto che l’esportazione ha un peso minore che in passato sull’economia cinese.
Negli ultimi 10 anni la struttura industriale del paese e’ cambiata ed in Cina si fa sempre piu’ assemblaggio di pezzi prodotti nel sud est asiatico, nei mercati dove il costo del lavoro e’ ormai piu’ basso che in Cina.  Cosi’ il contributo cinese al valore aggiunto del cosidetto Made in Cina e’ oggi pari ad appena il 30%. Ecco perche’ la recessione e’ stata molto piu’ dura nel sud est asiatico che in Cina.
Ma il successo di questo straordinario paese va misurato nel lungo periodo, e cioe’ dalla nascita della Repubblica popolare cinese. Ed e’ bene far raccontare questa storia ai numeri. Negli ultimi 60 anni la popolazione e’ passata da 542 milioni ad un miliardo e 300 milioni; l’eta’ media e’ salita da 35 a 73 anni; il PIL per capita e’ cresciuto da 51 a 2770 dollari; le riserve bancarie da quasi zero a 2 mila miliardi di dollari (ormai le piu’ alte al mondo).  Molti studiosi sono certi che questo continuo benessere e crescita economica siano l’anticamera della democrazia.

Mentre la Cina celebra le sue conquiste in occidente la recessione non smette di mietere le sue vittime, e questo nonostante politici e banche centrali ci rassicurino che la crisi e’ finita, che abbiamo toccato il fondo e che l’economia sta riprendendo a crescere. Le ultimi proiezioni parlano di 50 milioni di disoccupati in Europa entro la fine dell’anno.

Qual e’ il segreto del successo cinese? La risposta va cercata nella visione economica di Den Xiaoping che puo’ essere cosi riassunta: usiamo cio’ che ci serve dell’economia di mercato e di quella pianificata, senza distinzioni ideologiche. Il modello cinese si e’ dunque rivelato superiore al nostro perche’ e’ flessibile e non e’ dogmatico. E’ paradossale, ma questa sembra essere la lezione di politica che la Cina comunista impartisce all’occidente democratico.


 


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Mi chiamo Loretta Napoleoni e ho deciso di aprire un blog per condividere i miei articoli e le mie opinioni con la rete.

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