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Fine della recessione: silenzi e misteri



Appuntamenti:
Sarò a Ferrara, al Festival di Internazionale

Sabato 3 ottobre 2009
h. 12.00 Sala Estense
Intervista: Tutto quello che avreste voluto sapere sulla crisi ma non avete mai osato chiedere Loretta Napoleoni, economista italiana, risponde alle domande del pubblico

Domenica 4 ottobre 2009
h. 16.30 Teatro Comunale
Economia: Mafia SpA: gli affari ai tempi della crisi
Loretta Napoleoni, economista italiana
Misha Glenny, giornalista britannico, autore di McMafia
Introduce e modera: Mario Calabresi, direttore della Stampa

Vi aspetto. Di seguito un mio articolo inedito.
Loretta


Fine della recessione: silenzi e misteri
 

Il mondo spera che i politici producano almeno il canovaccio di una regolamentazione finanziaria, che eviti un’altra crisi del credito e che restituisca a questo settore il ruolo che gli spetta, e cioe’ di supporto dell’economia reale.

Fino ad ora la gente ha pazientato, accettando le argomentazioni dei politici che consigliavano di attendere la ripresa prima d’introdurre nuove regole del gioco. Ebbene nell’ultima settimana ci e’ stato detto da tutti i governi e dai ministri delle finanza che la recessione e’ finita, eccoci dunque al momento della verita’, l’anticamera del nuovo assetto finanziario.

Il primo mistero da svelare e’ perche’ l’alta finanza ha registrato un altro anno di profitti da record, al punto da distribuire buoni miliardari ai suoi dipendenti ad appena un anno dal crollo della Lehman Brothers, ma sopratutto mentre l’economia mondiale e’ ancora vessata dalla disoccupazione e dalla contrazione dei consumi. La risposta va cercata nella ristrutturazione finanziaria avvenuta negli ultimi 12 mesi: mentre lo stato pompava i soldi del contribuente nelle casseforti delle banche la finanza diventava oligopolista.
Mi spiego: La crisi del credito ha decimato piazza affari, riducendo drasticamente la concorrenza sui mercati. Acquisizioni d’emergenza come quella tra la Bank of America e Meryl Lynch, avvenuta poche ore prima del fallimento della Lehman, hanno ulteriormente rimpicciolito il numero delle banche ed allo stesso tempo hanno ingigantito le dimensioni di quelle sopravvissute alla crisi del credito. Oggigiorno quando si parla di Goldam Sachs, Bank of America e Morgan Stanley e’ giusto descriverle come i nuovi titani della finanza. A questa categoria appartengono tutte le banche che hanno largamente guadagnato dalla crisi, non soltanto perche’ gli e’ stato dato libero accesso ai soldi del contribuente per azzerare le perdite create dall’eccessivo rischio, ma soprattutto perche’ stiamo tornando ad un mercato finanziario globale oligopolistico dove una manciata di istituzioni ne controllano grosse fette.
Questa favorevolissima situazione permette ai titani finanziari di imporre ai clienti tassi sempre piu’ elevati, un’assurdita’ in un mercato dei capitali ormai vicinissimo a tasso zero, dove queste si approvvigionano. Ce lo confermano i valori dello spread, la differenza tra il tasso interbancario e quello che le banche ci impongano, piu’ elevati che nel passato. E questo e’ vero per tutti gli istituti di credito, anche quelli dove teniamo i nostri soldi.

Una crisi creata dall’incoscienza dell’alta finanza, non solo finisce per essere pagata dal contribuente, ma impone a tutta la societa’ un costo del denaro piu’ elevato. Eppure lo scopo dell’abbattimento dei tassi d’interesse era d’evitare che le banche levassero l’ossigeno all’impresa che senza il loro credito non potrebbe sopravvivere. Ebbene questo credito c’e’ ma le banche lo concedono a tassi elevati.

Al G20 qualcuno avrebbe dovuto avere il coraggio di denunciare che la crisi del credito ha creato un mostro ancora piu’ pericoloso di quello che l’ha prodotta. I supermercati della finanza appartengono ormai a una generazione di titani che continua a comportarsi come le banche d’affari, anche se sulla carta queste istituzioni non esistono piu’. E il nocciolo duro di questa nuova generazione d’istituti di credito e’ proprio a Wall Street. Qualcuno dovrebbe dire che forse abbiamo salvato chi gia’ lavora per produrre la prossima crisi. Ma al G20 nessuno l’ha fatto.


 


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Chi sono

Mi chiamo Loretta Napoleoni e ho deciso di aprire un blog per condividere i miei articoli e le mie opinioni con la rete.

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